fiducia e sharing economy

Aggiornamento: 14 ott 2020



Fiducia e sharing economy

Uno scenario in costante evoluzione, quello della sharing economy, che implementa e dà vita a modelli di business dal potenziale enorme per il nostro Paese: un fenomeno che in Italia oggi vale 3,5 miliardi di euro, pari allo 0,2% del Pil.

Su cosa si basa questo business nativo digitale? Sulla fiducia.

Oggi i criteri di gestione e costruzione della fiducia stanno cambiando in ogni ambito della società, dal business alla politica: la tecnologia digitale ha innescato uno spostamento epocale nel concetto di fiducia e nella percezione di chi, o che cosa, possa essere ritenuto affidabile.


“La fiducia è la forza che ci spinge verso il nuovo, l’anello di collegamento tra il noto e l’ignoto. E' la  disponibilità a credere in qualcuno o qualcosa che non conosciamo, esattamente come abbiamo fatto la prima volta che abbiamo messo su Internet i dati della nostra carta di credito.”


Oggi è innegabile la velocità con cui le start-up della sharing economy (vedi Uber, Airbnb e tante altre) stanno trasformando i loro settori, a decretare il successo o a distruggere questi business oggi è la fiducia dei consumatori. Ad oggi un’organizzazione come quelle sopracitate deve essere in grado di cavalcare il “trust shift” ovvero lo spostamento della fiducia del pubblico verso attori che non fanno parte del sistema economico e sociale tradizionale.


Bla Bla Car, che oggi trasporta 4 milioni di persone al mese, più dell’Eurostar, è il perfetto modello da portare ad esempio: la startup dei passaggi in auto fra privati che vogliono condividere le spese e avere compagnia su lunghi tragitti è riuscita a costruire un tale sentimento di fiducia nel suo pubblico da invalidare la classica raccomandazione dei genitori ai figli: “Non salire in macchina con uno sconosciuto”.


Le piattaforme digitali che mettono insieme gli utenti restano il cuore dell’economia collaborativa. Ma la vera trasformazione è la nuova forma di fiducia tra persone e i brand che la tecnologia abilita e il cui impatto si allarga dalla sfera economica a quella sociale e culturale, con un potenziale beneficio: distribuendo la fiducia, ciascuno di noi diventa più responsabile.

«è inutile cercare di ‘combattere’ il trend e illusorio pensare di tornare indietro: il cambiamento invece va capito, gestito e abbracciato perché può creare sistemi più trasparenti, affidabili e inclusivi».


E tu? Cosa sei disposto a perdere per fidarti di me? E perché potresti fidarti di me? Cosa ti fa pensare che io sia una persona affidabile?

Mi piacerebbe avere una risposta sincera.

Elisabetta Calestani Top Admin Uncav Community Team Italia Puoi seguirmi anche sul blog Un centesimo alla volta O sulla nostra pagina Facebook Uncav Community Team Italia


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