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UMILTA' INTELLETTUALE: CIò CHE NON SI SA VALE PIù DI QUANTO NON SI SAPPIA GIà

Aggiornamento: 14 ott 2020


Ho sempre avuto la passione dei libri e ne possiedo molti di più rispetto a quelli che potrei mai leggere.

Lo stesso Umberto Eco ne possedeva migliaia di volumi e a chi chiedeva se li avesse letti tutti rispondeva ovviamente no. Così oggi mi riallaccio ad un articolo letto recentemente che espone la teoria dello statistico Nassim Nicholas Taleb, il quale riteneva che non importa quanti libri si leggono bensì quanti non se ne sono ancora letti. Com'è possibile, mi chiedo? Si tratta di quella che lui denomina UMILTA' INTELLETTUALE, i libri non letti infatti stimolano l'intelletto proprio perché non sono letti.

Come sostiene Taleb, “all’aumentare dei libri letti aumentano, in una proporzione almeno del doppio, i libri non letti”. Chi più sa quindi cerca di sapere di più...E più riconosce di non sapere. D'Altronde, già ai tempi di Socrate, chi, come i filosofi o gli scienziati, era particolarmente curioso, riconosceva la condizione di SAPERE DI NON SAPERE!

Voi cosa ne pensate? Siete d'accordo con Taleb?

Io in qualche modo si, si spiega la mia complusione nel comprare sempre nuovi libri rincorrendoli di continuo!


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1 комментарий


Uncav Digital Solutions
Uncav Digital Solutions
14 нояб. 2018 г.

Sono d'accordo con quanto hai scritto Valentina, importante essere consapevoli che bisogna spingersi nel sapere ciò che non si sa aprendo i libri collezionati evitando di fargli prendere solo la polvere e soprattutto mettendo in pratica ciò che si impara . Così facendo assimiliamo delle esperienze indelebili .

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